Ci sono innovazioni che nascono per stupire.
E ci sono innovazioni che nascono per durare.
Quella realizzata nel 1985 al Battistero di San Giovanni, nel cuore di Firenze, appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
L’8 settembre 1985 un opuscolo informativo dell’Opera di Santa Maria del Fiore documentava un intervento destinato a rappresentare una vera innovazione per l’epoca: l’automazione dei cancelli di protezione posti davanti agli accessi del Battistero.

Non si trattava semplicemente di automatizzare tre cancelli automatici ad alzata verticale, caratterizzati da uno scorrimento che ne consente la completa scomparsa sotto il piano della piazza.
L’obiettivo era molto più ambizioso: realizzare una tecnologia affidabile, discreta e sicura, capace di contribuire alla protezione di uno dei monumenti più importanti del patrimonio artistico italiano e delle sue straordinarie porte bronzee, realizzate da Andrea Pisano e Lorenzo Ghiberti.
Un po’ di storia
I primi sopralluoghi e rilievi risalgono al 1982.
Lo studio del progetto e i relativi disegni furono realizzati a china, al tecnigrafo: il CAD non era ancora disponibile.
I tre cancelli risalgono alla fine dell’Ottocento, sono realizzati in bronzo pieno e pesano circa 700 kg ciascuno. Prima dell’intervento di IMER venivano movimentati manualmente dai custodi del Battistero, con notevole sforzo.

Una sfida progettuale d’avanguardia
Oggi un’automazione di questo tipo può sembrare una soluzione normale. Nel 1985, invece, rappresentava una sfida progettuale di grande livello.
Occorrevano competenze meccaniche, elettriche ed elettroniche che, all’epoca, pochi erano in grado di integrare in un unico sistema destinato a operare quotidianamente in un contesto storico tanto prestigioso quanto delicato.
Dietro quel progetto c’erano imprenditori e tecnici che ebbero il coraggio di immaginare ciò che allora sembrava quasi fantascienza.
Non si limitarono ad applicare le automazioni disponibili all’epoca. Le integrarono con meccanismi progettati ad hoc e realizzarono un’opera di ingegneria destinata a svolgere il proprio lavoro per decenni.
Le persone dietro il progetto
Tra coloro che contribuirono a questa realizzazione ricordiamo con orgoglio Berto, Maurizio, Riccardo, Sergio e Mario, professionisti che misero la loro esperienza al servizio di un progetto destinato a diventare parte integrante della gestione quotidiana del Battistero.

Oggi, a oltre quarant’anni di distanza, quei cancelli automatici continuano a svolgere il loro compito, grazie alle necessarie attività di manutenzione e aggiornamento che ogni impianto di qualità richiede nel corso della propria vita.
È forse questo il riconoscimento più importante che possa ricevere un’opera di ingegneria.
Non quello di essere ammirata.
Ma quello di continuare, giorno dopo giorno, a svolgere con affidabilità il proprio servizio, quasi senza essere notata.

Una tecnologia che protegge la storia
Ogni giorno migliaia di persone attraversano Piazza San Giovanni per ammirare il Battistero.
Quasi nessuno si accorge del sistema che, con discrezione, continua da oltre quarant’anni a proteggere uno dei simboli di Firenze.

Forse è proprio questo il destino delle migliori tecnologie: diventare così affidabili da sembrare parte naturale della storia che contribuiscono a custodire.
Per il Consorzio Aprico, raccontare questa realizzazione significa rendere omaggio non solo a una soluzione tecnica d’avanguardia per il suo tempo, ma soprattutto alla visione di imprenditori e tecnici che hanno dimostrato come innovazione, affidabilità e rispetto del patrimonio storico possano convivere, lasciando un segno che attraversa le generazioni.
Sessant’anni di esperienza al servizio dell’automazione
Questa realizzazione rappresenta perfettamente la filosofia che accompagna IMER da oltre sessant’anni: progettare e realizzare sistemi destinati a durare nel tempo, con la stessa attenzione dedicata oggi all’installazione, alla manutenzione e all’aggiornamento di cancelli ad alzata verticale, porte automatiche e sistemi di automazione per edifici civili e industriali.
Per IMER l’innovazione non è mai stata un esercizio di stile, ma uno strumento per offrire ai clienti soluzioni affidabili, sicure e capaci di accompagnare il loro lavoro per decenni.
Vuoi conoscere la storia di IMER e le tappe che hanno segnato questi sessant’anni di attività?
Leggi l’approfondimento dedicato: IMER: 60 anni di esperienza nell’automazione al servizio delle persone e del patrimonio italiano.
Le opere d’arte raccontano la storia di un popolo. Le migliori tecnologie continuano, con discrezione, a proteggerle generazione dopo generazione.
Nota storica
Le fotografie pubblicate in questo articolo documentano l’intervento realizzato nel 1985 e le successive attività di manutenzione eseguite da IMER. Rappresentano una preziosa testimonianza della competenza tecnica e della continuità professionale che caratterizzano da oltre sessant’anni questa azienda consorziata Aprico.
