19 aprile 2021

Quando gli ingressi automatici significano anche sicurezza.

Cosa c’è dietro l’installazione dei dissuasori mobili, a protezione di varchi ed ingressi

Sono venute ad esistenza situazioni critiche in cui è necessario proteggere il perimetro di un edificio con strumenti capaci di resistere anche ad atti di terrorismo.

Banche, ambasciate, aeroporti ed aree sensibili possono essere protetti con dissuasori mobili a scomparsa nel suolo.

La validità dei dissuasori è data da 4 fattori:

  • la sua capacità di resistenza
  • la velocità operativa
  • devono essere omologati dal Ministero dei Trasporti
  • devono essere installati da personale esperto e dotato di attrezzature adeguate.

I dissuasori antiterrorismo hanno, in genere, una centralina oleodinamica incorporata.

In sintesi, sono disponibili in due versioni:

  • Per la protezione dei siti sensibili grazie alla speciale versione che mantiene lo stelo sollevato in caso di black out elettrico
  • Per installazioni pubbliche nella versione base, dove lo stelo scende spontaneamente in caso di assenza di corrente.

Altre caratteristiche tecniche dei dissuasori sono:

Il riscaldatore integrato, indispensabile nelle zone climatiche fredde, per garantire sempre una temperatura ottimale all’olio e permettere il suo funzionamento anche a temperature di -40°

Il sistema anti-detriti che impedisce l’entrata di frammenti all’interno della cassa di fondazione, garantisce un ottimale funzionamento e preserva l’integrità estetica del pilone.

L’installazione di questi strumenti è estremamente delicata per le problematiche connesse sia alla sicurezza operativa sia alle informazioni sensibili del sito da proteggere. Per questo è assolutamente necessario rivolgersi ad un’azienda seria ed esperta nella gestione di questi strumenti.

Nelle immagini: una batteria di dissuasori mobili installati agli ingressi del ghetto ebraico di Roma, uno dei siti più sensibili della capitale, all'interno del quale sono situati i principali punti di riferimento della comunità ebraica romana. Si possono notare la rilevanza delle attrezzature impiegate per l’installazione.

Una curiosità. il ghetto ebraico di Roma è tra i più antichi ghetti del mondo insieme con quello di Venezia, che è il primo in assoluto. Il termine deriva dal nome della contrada veneziana, gheto, dove esisteva una fonderia (gheto in veneziano), dove gli ebrei di quella città furono costretti a risiedere.

Un'altra possibile etimologia fa risalire l'origine di questa parola all’ebraico che significa separazione.

L’installazione è curata da Passarelli Automazioni, socio del consorzio Aprico e vero esperto negli ingressi automatici.

 

 

 

 

L'installazione è curata da Passarelli Automazioni di Roma, consorziato Aprico e specialista degli ingressi automatici.

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